COMUNITA' MONTANA CATRIA E NERONE - WEB ISTITUZIONALE DELLA COMUNITA' MONTANA
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Natura e Ambiente

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Sentiero Italia

Pianello Monte - Petrano
Dalle case di Pianello, i segnali ci portano sulla sx, per un traverso che taglia il versante del M. Frontino, scende alla S.P. 20 e quindi al bivio per Moria dal quale si percorrono alcune centinaia di metri lungo la strada asfaltata.
Al secondo tornante lasciare l’asfalto in corrispondenza di un segnale per uscire sulla sx sul sentiero. Si supera il bivio che scende al guado sul Bosso per giungere ad una svolta a dx. Il sentiero sale nella macchia arrivando sotto le case di Moria in corrispondenza di un fontanone su un tornante. Attraversata la caratteristica frazione per stradine e scalinate, si sale alla strada che collega con Palcano. Dopo circa 500 m. uno stradino sale sulla sx (segnale SI) in corrispondenza di un palo Enel. Da qui scende, sottile, in mezzo a ginestre e poi roverelle. A svolte si abbassa fino a giungere all’acqua del Fosso di Teria da attraversare e poi al letto in secca del Fosso di Pian della Rava da salire fino alla strada asfaltata. Percorrere un tratto di strada fino ad un tornante sulla sx dal quale parte uno stradone che ci porta ad una vicina stalla. Da questa salire ad un largo dove si prende a dx e subito a sx (segnale su albero) iniziando a salire un sentierino di crinale in mezzo al bosco. Dopo circa 30 minuti di salita tortuosa, si esce su un campo aperto sotto le ripide pareti della Roccaccia; toccare un faggio isolato e poi, pìegando a sx, una macchia dopo la quale il sentiero gira a gomito a dx puntando verso lo sperone della Roccaccia. Si giunge ad un bivacco (con camino) con segnali CAI 71 e 72.


Monte Petrano - Cagli
Seguendo la linea elettrica salire fino ad un fontanile sulla strada che a dx aggira tutto il panoramico versante della Rocchetta fino all’imbocco del S.I.per Cagli. Davanti ad un ristorante, vicino alla cabina ENEL parte lo stradone che scende in mezzo alle residenze estive, piega verso la linea elettrica lasciando subito dopo lo stradone, fondo erboso, per infilarsi sulla dx nel bosco come sentierino stretto che subito allarga, pietroso, in discesa. Si tratta di una vecchia via utilizzata dalla comunità di Cagli nell’esercizio del diritto degli “Usi civici”, il pascolo, il legnatico, la fienagione. Sempre immerso nel bosco, esce due volte in due colletti panoramici sotto il M. Serra Ventosa e il M. Venande con panorami sul Tenetra e verso il M. Nerone. Arriva a Cagli nei pressi del panoramico Convento dei Cappuccini.


Cagli - Cantiano
Dallo stradino che conduce al piazzale del Convento parte un viottolo che scende sulla dx. Attraversa un ginestreto e sotto un alto cipresso volta a gomito sulla destra (segnale SI 67). Tra cipressi, roverelle, carpini ed acacie compie subito una esse a salire. Alternando tratti scoperti, scende in leggera discesa in mezzo a macchie di scotano, qualche leccio. Sempre a mezza costa ed in piano si lascia alle spalle Cagli per innestarsi nella Valle del Burano fino a scorgere le case di Foci, in basso sulla sinistra. Uno stradone scende verso la frazione, arrivando alla Flaminia sotto un sottopassaggio. Da notare la casa torre o colombara. Attraversate le case di Foci, la stradina ci porta ad un ponte, prima del quale parte uno stradino imbrecciato sulla destra. Ritorna sotto i pilastri che sostengono la Flaminia ed inizia a salire, piccolo sentiero sassoso. Compaiono i primi lecci che più sopra diventano bosco compatto ed ombroso. Continuando a salire la lecceta viene stemperata da carpini, ornelli, qualche sorbo, noccioli. Fuori della lecceta ampio panorama nei pressi di una vecchia cava. Il sentiero compie una traversata in mezzo ad un bosco di carpini alti e slanciati, all’ombra, attraversando fossi in secca. Dopo il carpineto, torna la lecceta ed il sentiero inizia a scendere. Ad un ghiaione dominato da uno sperone di roccia alto sulla destra, si scende appena a sx superando i segnali. Usciti dalla boscaglia ci affacciamo sulla vallata del Burano, due volte, la seconda dopo un tratto in discesa in mezzo a anguinella, corniola e prugnolo. Giunge un rimboschimento di pini neri, qualche “d’Aleppo”, e sempre in discesa si giunge all’acqua del Burano ed al bivio con il sentiero 71.
Si percorre tutto il bosco ripariale in mezzo a pioppi colossali e rovi fino all’orto di un’edificio rurale sotto la strada che porta a Palcano. Si sale al ponte sul Burano che immette sulla vecchia via Flaminia, prendere a sinistra verso Cagli, ignorando il segnale SI 67 (direzione Cantiano).
Si percorre per circa 200 mt. la strada lungo il muretto di contenimento fino ad un varco con segnali “SI 75 M. Tenetra/Variante Cantiano”.
Il sentierino sale ripido, fondo in pietrisco. Si sale a svolte dentro un bosco. Si tratta di una pineta che salendo lascia il posto alle roverelle. Si cammina in mezzo a cespugli di scotano e corniola.
Caratteristica è la presenza del giglio rosso, numerosi gli esemplari ritrovati. Dopo 40 minuti si esce al bivio con il sentiero che scende a Cantiano. Segnali SI e 75 per il Tenetra. Il sentiero in piano costeggia una macchia di roverelle, corniole, ginestre e aceri, con vista sul Petrano e Rocchetta. Inizia a scendere stringendosi nella vegetazione, lungo una recinzione; toccata una casina panoramica, appoggiata alla roccia, sbuca nella strada che porta al ex-ospedale Savini di Cantiano.


Cantiano - Casetta dei Mochi
A Cantiano, dal piazzale antistante il cimitero, il S.I. parte sulla dx come stradino in salita che raggiunge poco dopo, due case di uso rurale. Al secondo passaggio su recinzione piegare subito sulla sx puntando ad un acero con segnale, attraversando un campo con roseti e ginestre. Ad un successivo segnale su quercia, prendere a dx, lasciando lo stradino e salendo in mezzo alle ginestre.
Usciti dalla macchia, si procede a mezza costa, panorama su Cantiano, con segnali su roverelle. Si supera una terza recinzione per arrivare al rudere di Casa Belvedere vegliato da un monumentale acero (acqua con abbeveratoio). Da questo punto il sentiero divento stradino. Si arriva in vista di Ca’ il Botano, altra casa abbandonata che, con grande sorpresa dello scrivente, custodiva un esemplare storico e raro di “treggia”. Nei pressi della casa successiva, ristruttrata ed abitata, occorre compiere una svolta a salire per portarsi sopra la casa. Attraversando campi ed orti, si arriva alle case di Fossato scendendo alla SP 50 per Chiaserna.
Da Fossato si percorre la SP per circa 200 m. lasciandola per proseguire sullo stradone che passa sotto il Camping Catria. Prosegue diritto al ponte, diventando imbrecciato. Poco dopo ad un segnale su palo ENEL in corrispondenza di un casa bianca si piega a sx per prendere un sentierino infossato che passa dietro la casa ed inizia a salire a svolte in mezzo alle roverelle. Esce sulla strada asfaltata che sale al Catria.
La attraversa continuando a salire, sempre in ambiente cespugliato e rado. Si incontra la strada 3 volte ancora, in un lungo traverso ripido, qualche tratto accompagnati da semplici corrimano.
Si arriva a Fonte Luca dalla acqua fresca e ristoratrice. Si prosegue oltre la fonte, salendo lungo una recinzione, in una pineta. Ci si allontana dal filo spinato per uscire e passare con una curva a dx sopra la pineta. Da questo punto, in ambiente molto aereo e panoramico, con una diagonale e salita finale si giunge all’abbeveratoio di Bocca della Valle nei pressi del rifugio Casetta dei Mochi.


Casetta dei Mochi - Rif. Vernosa
Un sottile sentiero continua verso il crinale del Monte Acuto. In questo punto il panorama si apre sul M.Catria, sui monti di Scheggia, sul M.Cucco. Il S.I. coincide con il CAI 63 che, tagliato il versante scoperto entra in una faggeta, inizialmente con piante giovani e rade, poi sempre più alte ed imponenti. È una traversata essenzialmente in piano, con leggeri saliscendi. Il bosco assume caratteristiche suggestive, rilassanti la quiete e le luci limpide della faggeta. Qualche esemplare è davvero imponente, le radici esposte e contorte di gonfia potenza. Si tratta di una passeggiata molto interessante dove l’osservazione botanica si arricchisce di molte specie, tipiche quelle della faggeta quando il bosco è profondo e fresco fino alle fioriture delle orchidee, asfodeli, eliantemi e ranuncoli nei tratti di prato scoperto. Si arriva all’acqua perenne di Fonte del Faggio dalla quale, con breve salita, presto al rifugio “Capanna dei Porci”. Di fianco a questo il S.I. prende il sentiero 55 per salire un prato scoperto fino alla strada soprastante e quindi al cippo alla “Madonna degli Scout”. Dal monumento in pietra, il S.I. prosegue in salita sul prato, toccando la strada che sale al rifugio della Vernosa e proseguendo diritto fino a scoprire a vista la casupola.
Si attraversa uno dei prati più panoramici e fioriti, dove la primavera dà libero sfogo ai colori e profumi delle fioriture.


Rif. Vernosa - Fonte Avellana
Dal rifugio della Vernosa, discesi nella sottostante strada, prendere a dx lungo questa proseguendo poi per 1 km fin quando, uscita la strada da un tratto nel bosco, si apre sulla sx un pratone in discesa da percorrere, dopo aver superato la recinzione, fino a ciò che rimane di un vecchio pluviometro arrugginito. Da questo, seguendo i segnali S.I., si compie una bella traversata in leggera discesa; i primi alberi che ci accolgono sono aceri e sorbi subito seguiti dai faggi. Si supera il bivio con il 77 (v. Sentiero dei Carbonai) alternando tratti scoperti costellati di garofanini e ranuncoli. Siamo sotto le pareti della Rocca Baiarda. In questo punto il sentiero prende il crinale e scende più ripido a svolte in un bosco diverso con aceri minori e cornioli. Superato il bivio con il Sentiero Frassati, si giunge in pochi minuti al piazzale sulla strada della Forchetta per scende verso il Monastero di Fonte Avellana incontrando il bivio con il sentiero 66.

 

Capitale del Tartufo
Citta' del pane
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